Il problema del FU decreto Pisanu e' un problema.
Frase approssimativa, poetica ma sicuramente realistica.
Ad oggi il decreto nato per contrastare il terrorismo è stato abrogato. Ciò che riguarda Internet è di importanza rilevante e destinato a chi offre connettività in esercizi commerciali.
Internet Point, locali pubblici o altri esercizi non avranno più l'obbligo di riconoscere in modo puntuale gli utenti che si connettono ad internet attraverso la connessione installata presso la loro attività.
Di fatto qualora l'atto di offrire connettività ai propri clienti sia individuato come attività principale, il gestore avrà comunque l'obbligo di chiedere le necessarie autorizzazioni in Questura. Chi offre un servizio aggiuntivo ai propri clienti poichè l'esercizio è destinato ad avere un'altra attività principale, es. la ristorazione, non dovrà più chiedere le autorizzazioni previste in precedenza.
Discorso burocratico a parte, la cosa più dannosa per chi come me utilizza Internet, e lo reputa un ottimo strumento di comunicazione, un mezzo utile e importante, un servizio sempre a portata di mano, un efficiente risorsa, è il fatto che nè gli Internet Point, nè bar, ristoranti, o altri esercizi commerciali, avranno più l'obbligo di chiedere ai loro clienti un documento di identità per trascriverlo sui registri informatici o cartacei che siano, sempre pronto nel caso in cui la polizia giudiziaria lo venisse a richiedere.
In realtà per gli esercizi commerciali in questione questa novità appare favorire la fluidità del proprio lavoro, snellirebbe cioè, anche in questo caso, la burocrazia che c'è dietro l'attività di offrire la connessione ad Internet.
Il problema però esiste!
Ogni piccolo esercizio commerciale che non registrerà gli utenti diventerà un possibile covo di truffatori.
Come sappiamo ogni attività in internet è in qualche modo tracciata e gli indirizzi IP sono più o meno come i domicili.
In precedenza, una volta individuato che una truffa era stata commessa da un determinato esercizio commerciale, le attività investigative proseguivano richiedendo al gestore i documenti di identità degli utenti che, al momento in cui è stato perpetrato un reato, fossero connessi ad Internet.
In questo modo più di qualche volta si sono potuti individuare truffatori, pedofili, autori di diffamazione e altri criminali.
E' inutile dire che tutto ciò non sarà più possibile e sicuramente per i vari truffatori o altro sarà ben più semplice celarsi dietro una qualunque attività commerciale che non prevede autenticazione e registrazione degli accessi.
C'è anche un altro argomento da sottolineare che non riguarda strettamente il decreto Pisanu, almeno così come era nel 2010.
Già qualche anno fa il Codice Privacy era intervenuto obbligando i gestori a cancellare i cosiddetti dati di navigazione. In alcuni casi era divenuto veramente difficile individuare l'autore di un reato, soprattutto nei casi in cui ci si trovava di fronte un'architettura di natting su unico IP pubblico e magari 6 o 7 o 40 utenti connessi contemporaneamente.
Spero vivamente che i nostri legislatori si accorgano presto di questa carenza e provvedano ad integrare la normativa vigente con delle regolamentazioni chiare anche su questo problema.
Spero di potervi tenere aggiornati su questo scempio e spero che tutto questo non penalizzi la buona fede di molti utenti di Internet.